Prendiamo una Lotus di ultimissima generazione, la Emira, portiamola in un contesto di guida quotidiana e vediamo come se la cava. Quest’auto è ancora (per fortuna) termica ma differisce rispetto alle sportive inglesi che siamo stati abituati a conoscere, il cambiamento l’avrà snaturata completamente? Scopriamolo insieme.
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Lotus Emira, la strada è un ottimo benchmark
All’arrivo sul mercato della Emira personalmente ero un po’ scettico, sarà forse per quello stile moderno che stacca con le Lotus del passato – di cui sono un malato – ma anche per quello che vi è sotto al cofano, se vogliamo una “prima assoluta” per questa generazione delle sportive inglesi.
Si resta sul termico ma si perdono due cilindri, non ha infatti il V6 di derivazione Toyota che tanto amiamo e che sembra stato fatto apposta per le piccole scocche di Elise ed Exige. La Emira ha un 4 cilindri di derivazione AMG, il medesimo montato sulla Classe A45.
Vi è naturalmente un discorso peso quando si parla di Lotus, sono ormai lontani i pesi piuma delle prime Elise ed Exige, qui la bilancia si erge ad un peso più “normale” per gli standard odierni di 1466 chilogrammi.
Il motore tuttavia fa risparmiare 12 kg rispetto al V6 ed è un qualcosa di apprezzabile. Come è davvero apprezzabile l’interno che è da GT come è peraltro questa Emira. Fa stare comodi ma sa essere sportivo quando serve davvero.
Per essere un’auto moderna ha le caratteristiche tipiche del marchio che porta sul cofano, certo sono forse più civilizzate ma il piacere di buttarla in curva e di sentire un telaio che comunica (e comunica tanto) restano e si fanno apprezzare davvero tanto.
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Doppia frizione non convincente
Un piccolo difetto lo abbiamo riscontrato ed è nel cambio, il doppia frizione non ci ha dato quel feeling che ci attendevamo, forse essendo appena nata le chiedevamo la velocità delle concorrenti, chissà in un altro contesto potremmo concedergli una seconda opportunità o forse – condizione di pensiero predominante – eravamo abituati troppo bene con i manuali Lotus.
Non nascondo che, provarla con il V6 ed il cambio manuale e quattro belle gomme serie farà sicuramente cambiare il mio giudizio, questa configurazione la potrebbe far avvicinare alle sorelle più grandi e blasonate. In fondo come velocità la Emira è già in pole position.