Jessi Combs all'età di 39 anni ci lascia nel tentativo di stabilire un nuovo record di velocità
Chi era Jessi Combs? Semplicemente la donna più veloce del mondo.
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Jessi Combs ci lascia all’età di 39 anni nel deserto di Alvord, Oregon.
Il triste annuncio rilasciato dall’organizzazione che gestiva la sua carriera è stato diramato oggi. Le cause precise del decesso e la dinamica dell’incidente non sono ancora note. E’ dato a sapere soltanto, che il tutto è avvenuto durante i test per ottenere un nuovo record di velocità. Il mondo delle quattro ruote si stringe in segno di solidarietà per salutare quella che fino a martedì, era e sarà la donna più veloce del mondo.
Sul suo profilo Facebook ufficiale potete lasciare un pensiero di condoglianze. Nel mondo del motorsport le donne non sono mai state al centro dell’attenzione. Jessi Combs era riuscita a sorprendere il mondo e dimostrare come il gentil sesso sia competitivo negli sport motoristici. Un esempio per un sacco di donne, una tragedia forse annunciata data la pericolosità dei record di questo tipo. Un grande saluto a chi ora corre con gli angeli.
Motorimagazine
Il modo migliore per ricordare un pilota di questo calibro è semplicemente elencare la sua biografia. Numerose le partecipazioni ad eventi motoristici, quanto le vittorie agli stessi. Ecco le principali gare disputate dal 2011 come pilota professionista:
L’impresa più grandiosa arriva però nel record che l’ha portata al successo e anche alla triste scomparsa. Jessi Combs infatti detiene il record come donna più veloce su un mezzo a 4 ruote. Record battuto nel 2013 con 709 km/h e una media di velocità media di 623 km/h. Riconfermato poi 3 anni dopo, nel 2016, con una velocità di picco di 768,61 km/h.
Non sappiamo fino a dove voleva spingersi Jessi quando martedì scorso tentò di nuovo di battere il suo stesso record.
Non è importante di chi sia la colpa, ne perché è successo. La cosa che alla fine in queste situazione emerge è la tristezza dei famigliari, degli amici e forse in primo piano dei fan. Come Simoncelli quando muore un giovane ci si chiede perché questi sport esistano. Bisogna però ricordarsi che in pista, durante le competizioni il rischio di farsi male o morire è molto minore rispetto a qualsiasi altra attività quotidiana.
Fa scalpore è vero, ma non bisogna lasciarsi intimorire. Se si ha un sogno, come Jessi Combs, bisogna perseguirlo. La paura del rischio è un sentimento sano, ma non dovrà mai bloccare l’evoluzione di uno Sport o di un obbiettivo.